2016: La parola più cercata dagli italiani.

Il 2016 che si è appena concluso porta dietro di sé tante notizie di cronaca ma anche qualche curiosità.

Una di queste è sicuramente la parola più cercata su Google dagli italiani.

Ormai tutti, giornalmente, usiamo il famoso motore di ricerca per qualsiasi motivo. Che sia un motivo ludico, di ricerca, di studio, di lavoro o solo così, per passare il tempo. Milioni di parole sono in ogni momento ricercate nel web. Ma quale è stata la parola più gettonata nel 2016 dagli italiani?

La risposta è semplice ed anche un po’ inquietante. Gli italiani, nel 2016, hanno cercato più di tutte la parola, o meglio le parole, Pokemon Go!!!

Sì, il gioco dei mostriciattoli colorati capitanati da Google ha bruciato il cervello di migliaia di persone che si sono prodigate nella ricerca e nel download dell’assurdo gioco. Un misto di realtà e finzione in cui si andava in giro con la faccia sul cellulare in cerca di mostri nelle città. Tanto che in alcuni Stati questo gioco è stato dichiarato pericoloso e quindi bandito.

Noi italiani, in alcuni casi, non ci siamo distinti per furbizia, ma il 2016 ha rivelato un dato ancora più atroce, dal momento che neanche l’elezione di Trump, neanche il terremoto ad Amatrice e nemmeno la morte di David Bowie hanno potuto nulla contro i mostri colorati del famoso gioco.

Speriamo solo che il 2017 ci riservi sorprese più intelligenti.

Buon anno a tutti!

2016: anno bisesto, anno funesto.

Il 2016, anno che sta per concludersi, non sarà certo ricordato come un anno fortunato. Sotto diversi punti di vista. Vediamo di fare in breve un excursus dei vari fatti avvenuti in questo terribile anno che, per fortuna, tra pochi giorni finirà.

Già il primo mese è stato funestato da fatti di cronaca di gravità notevole, come per esempio l’attacco terroristico a Istanbul, dove un kamikaze si fa esplodere uccidendo 10 persone e ferendone altre decine. Era “solo” il 12 gennaio 2016.

Il 28 gennaio, una nuova emergenza si crea, a causa di un virus letale e pericoloso per donne in stato di gravidanza e relativi nascituri. Questa malattia prende il nome di Zika.

Pochi giorni dopo, era il 31 gennaio, si verifica un terribile triplice attacco a Damasco, dove balordi dell’ISIS fanno una carneficina con 60 vittime e oltre 100 feriti. E’ il più grave attacco avvenuto nella città da molti anni a questa parte.

 

Purtroppo i mesi successivi non sono stati migliori:

  • 22 marzo 2016: Bruxelles è messa sotto attacco da carogne terroriste che mietono vittime e feriti, in un attacco multiplo avvenuto simultaneamente all’aeroporto e nella metropolitana della città. Il bilancio è pesantissimo: 34 morti e 300 feriti.
  • 16 aprile 2016: una violentissima scossa di terremoto colpisce l’Ecuador, la magnitudo è stata di 7,8 gradi della scala Richter.
  • 12 giugno: presunti membri di Isis entrano in un locale gay di Orlando (U.S.A.) compiendo un’ennesima carneficina. Il bilancio: 50 morti e 53 feriti
  • 16 giugno: Jo Cox, deputata britannica che si dichiarava apertamente contro la Brexit (uscita della GB dall’Unione Europea) viene brutalmente assassinata.
  • 28 giugno: attacco terroristico a Istanbul provoca 42 vittime.
  • 1° luglio: un commando terroristico entra in un ristorante di Dacca, in Bangladesh, uccidendo 20 persone che erano tenute in ostaggio.
  • Pochi giorni dopo, il 3 luglio, un altro attentato terroristico, questa volta a Baghdad, fa 125 vittime, con una infida autobomba.
  • 12 luglio: in Puglia si verifica un incidente ferroviario che provoca 23 morti e più di 50 feriti
  • 14 luglio: ennesima carneficina ad opera di uno scagnozzo di ISIS, questa volta a bordo di un tir lanciato a folle velocità mentre si stava svolgendo una celebrazione sulla via principale di Nice, Francia. Il balordo uccide 85 persone e ne ferisce oltre 200.
  • 22 luglio: un vile attacco a Monaco di Baviera provoca 9 vittime e 35 feriti.
  • 24 agosto: fortissima scossa sismica ad Amatrice, con la conseguente morte di 298 persone.
  • 30 ottobre: una nuova, violentissima scossa, colpisce la suddetta zona. Questa volta la magnitudo è spaventosa: 6,5 della scala Richter.
  • 28 novembre: un intero club calcistico, la Chapecoense perde la vita in un tragico incidente aereo. Solo 2 membri della squadra sopravvivono al disastro.
  • 10 dicembre: ad Istanbul un attentato provoca 38 morti e 155 feriti.
  • 19 dicembre: a Berlino un pazzo terrorista si arma nuovamente di un tir e uccide 12 persone, tra cui una nostra connazionale. La carneficina non si completa come da lui voluta grazie ad un freno automatico che ha stoppato il tir subito dopo il primo impatto.

Dopo tutte queste notizie tragiche, possiamo solo sperare che il 2017, non essendo bisestile, possa essere per tutti migliore.

Chi vi scrive, augura a voi tutti ed ai vostri cari un sereno 2017.

Grazie per questo 2016 passato insieme!

 

 

Fatal passione.

Una nuova tragedia si è consumata in una kermesse sportiva.

Oggi, 9 ottobre 2016, a San Marino si svolgeva una delle manifestazioni automobilistiche più interessanti e suggestive: il Rally Legend, appuntamento a cui prendevano parte molte leggende del mondo del rally, tra cui Tommi Makinen e il nostro Biasion.

Purtroppo quest’anno, il suggestivo rally si è interrotto anzitempo a causa di un gravissimo incidente. Durante il passaggio della prova “San Marino 1” l’equipaggio capitanato da Bonaso Enrico arriva in prossimità di una curva. A causa, presumibilmente, dell’asfalto bagnato dalle pregresse piogge, il pilota perde l’assetto della vettura e compie un tragico “dritto”.

In un video amatoriale è possibile udire lo stridere delle gomme in un disperato tentativo di frenata, purtroppo non riuscito.

Il bilancio del dritto, a causa del quale la vettura ha centrato diverse persone, è di un morto e dieci feriti di cui 2 gravi.

La Procura competente per territorio ha aperto un’inchiesta e subito sono stati fatti i primi rilievi, anche se la dinamica dell’incidente sembra chiara.

I feriti invece son stati smistati in vari ospedali per essere sottoposti ad interventi e cure del caso.

Il Rally Legend si è concluso così, con un comunicato degli organizzatori che hanno dichiarato conclusa la manifestazione.

Ehi Tu! Hai Midollo??

Anche quest’anno l’ADMO (Associazione donatori midollo osseo) sarà in varie piazze italiane per l’iniziativa “Ehi, tu! Hai midollo?”

Questa iniziativa permetterà a quanti si vogliano prodigare verso il prossimo, pur non avendo tempo da dedicare, con un solo piccolo prelievo ematico. Un piccolo prelievo di sangue che verrà “tipizzato” ed inserito nei campioni potenziali donatori.

Si tratta di un appuntamento importante perchè con una piccola puntura si può salvare una vita.

Pensate a quanti malati di leucemia abbiamo in Italia e nel mondo. Eppure basta così poco. Una persona con elevata compatibilità, una singola persona che abbia lo stesso tipo di informazioni midollari del malato ed egli avrà salva la vita.

Il 24 settembre l’iniziativa coinvolgerà la città di Acqui Terme (AL) e l’impresa sarà importante. Lo scorso anno ci sono state 161 tipizzazioni. Centosessantuno persone che hanno scelto di dedicare qualche minuto della loro vita e della loro mente agli altri.

In questo 2016 il record è da battere. Chissà che non si arrivi a 200!!

Ovviamente, vi sarà il personale ADMO a spiegare bene le caratteristiche fisiche che il potenziale donatore dovrà avere per poter entrare negli archivi ADMO.

Il tutto, ad Acqui Terme, avverrà con l’ausilio della Croce Rossa Italiana e dell’associazione V(iviamo) I(n) P(ositivo) di Alessandria, clown di corsia che intratterranno i più piccini ed intanto daranno informazioni circa la manifestazione.

Ricordate. L’appuntamento sarà per il giorno sabato 24 settembre in Piazza Italia ad Acqui Terme (AL), dalle 8,30 alle 24!!!

Ehi Tu! Se hai midollo aiuta ADMO ad aiutare!

2006-2016: 10 anni in C.R.I.

Era il 2006, il mese di settembre. Io vedo un banchetto, piccolo, di dimensioni ridotte ma molto evidente, della Croce Rossa Italiana. Era lì, durante una delle feste di Acqui Terme a fare promozione delle attività del Comitato Locale.

Io avevo 20 anni ed una gran voglia di rimettermi in gioco. Venivo da un periodo difficile, fisicamente e moralmente ed avevo voglia di ridare sprint alla mia vita.

Mi avvicino a quel banchetto e chiedo ai ragazzi in divisa come fosse possibile entrare a far parte di quel magnifico gruppo, che non conoscevo, ma al quale volevo unirmi con tutte le mie forze.

I volontari presenti mi diedero notevoli informazioni sui corsi e, combinazione, un corso per il c.d. “I° Step” (centralino) stava per iniziare.

Cominciai il corso e magicamente mi sembrava un ambiente noto, anche se non vi ero mai stato. Le nozioni erano a me chiare, l’apprendimento era molto facile, soprattutto grazie a chi svolgeva i corsi e spiegava le varie attività e regole.

Mi ricordo il buffo sketch dell’esame finale del corso. Era un test finale in cui le risposte erano a scelta multipla ed io, un povero studente di giurisprudenza ne sbagliai solo una, per la quale il mio caro amico che ci supervisionava mi prese goliardicamente e senza cattiveria in giro. Sbagliai infatti la nozione sul Diritto internazionale umanitario. Un’onta assurda e quantomeno comica per me che stavo studiando legge.

Da lì iniziò il mio cammino. Un cammino non sempre facile, a volte tempestato di discussioni o incomprensioni. Un tragitto che per due volte ebbi intenzione di mollare. Volli prendermi, anni fa, una pausa di riflessione, perchè non sentivo più quella spinta, quella carica che avevo all’inizio. Forse era delusione perchè volevo fare di più. Forse era scoramento. Non so. Ma per 3 mesi non andai più.

Quando tornai l’ambiente era come l’avevo lasciato. Sereno e gioviale. E ricominciai con nuove energie, nuove forze e feci delle conoscenze magnifiche.

Ricordo bene una persona che ho sempre come amica e che forse trascuro troppo ma a cui voglio bene come una sorella. Una persona limpida e pura con gli occhi che lasciavano trasparire ogni emozione. Ancora oggi la ricordo e quando capita le scrivo o le parlo con piacere perchè è magnifica.

Gli anni successivi furono un sali-scendi di emozioni, gioie, incazzature, nervosismi e pugni sul tavolo. Ma anche di risate e divertimento.

Ultimamente non sentivo più le forze. Non volevo più andare. Così sono stato ancora due mesi fuori. In riserva.

Eppure, in quei due mesi, facevo finta di niente ma mi mancava. Mi mancava quella divisa che io non sento addosso ma nel cuore. Mi mancava ridere con degli amici che comunque sentivo parte integrante della mia vita.

Ad oggi son ritornato. Ed ho una convinzione: che 10 anni fa ho fatto una scelta di vita e, cascasse il mondo, questa scelta non l’abbandonerò MAI.

 

Siete in crisi perchè non trovate lavoro? Vi spiego i modi per una ricerca efficace.

Tutti noi, finiti i tempi dello studio, siamo o siamo arrivati al momento terribile: cercare un lavoro.

Ma quali sono i metodi per una ricerca efficace?

  • Innanzitutto bisogna partire dalle basi. Un Curriculum Vitae semplice, sbrigativo ed efficace deve contenere le nostre capacità, le nostre abilità linguistiche e tecniche, quelle informatiche e, perchè no, qualche informazione personale in più magari nascosta tra le righe. Per esempio se svolgete o avete svolto un’attività di volontariato umanitario o verso animali, segnalatelo.

Vi racconto questo: io nel CV, essendo centralinistra di Croce Rossa Italiana, ho segnalato tale attività e, sorprendentemente, mi son trovato con la reclutatrice che mi ha fatto notevoli quantità di domande legate a questo volontariato.

  • Siate immediati. Non perdetevi in commenti di grandiosità, non commentate le vostre gesta epiche o fantascientifiche nel CV. Un buon lettore di CV, un buon ricercatore di figure professionali ha in mente o nel pc delle parole chiave a cui fare riferimento. Se vi perdete in chiacchiere o commenti, il vostro CV finirà direttamente nella spazzatura.
  • Altro punto importante, nel caso di selezione per un colloquio diretto in azienda, siate voi stessi, facendo attenzione a non cadere in tranelli particolari. Chi vi sta selezionando non fa domande a caso. Per esempio, vi potrà capitare che vi sia chiesto cosa fate nel tempo libero. La logica direbbe, se siete giovani, “esco con gli amici”. NON DITE QUESTO!! Piuttosto, se è la sola vostra attività, girate la domanda a vostro favore, parlando di attività-hobbies legati a ciò che vorreste fare, oppure parlate di qualche sport che vi appassiona. Non cadrete in tranelli e supererete la domanda in modo esemplare.
  • Altro punto saliente di un colloquio: il domandone “Ma perchè dovremmo scegliere proprio Lei?” (domanda di una carica tensiva spaventosa che manda in crisi pure un tipo glaciale). La risposta è, però, più semplice di quanto possiate pensare. In realtà non dovete far altro che raccontare le vostre abilità e capacità che avete segnalato sul Curriculum, senza aggiungere altro. Se poi aggiungete delle cose particolare di carattere personale, fate in modo siano pertinenti al lavoro per cui state facendo il colloquio. (Per esempio il sottoscritto ha dichiarato di essere portato, anche grazie al mio volontariato, al lavoro col pubblico e da lì ho avuto strada spianata verso la “vittoria”!)
  • Non fatevi ingannare. I selezionatori vi faranno domande stupide o subdole. Io lavoro in ambiente bancario e la selezionatrice mi fa “Se capitasse che Lei è alla cassa ed arriva uno, pistola in pugno, e le dice di consegnare tutto il denaro in cassa, che farebbe?” La risposta che ho dato è stata: “Sicuramente farei in modo di non perdere la calma e, a seconda della situazione, pur difficile, cercherei di capire come affrontare tale richiesta. Magari assecondandola, oppure dando l’allarme immediato”. (In realtà, se una persona vi punta una pistola addosso, non vi è chiesto di fare gli eroi. Personalmente non lo farei mai!!)
  • Abbigliamento: non andate ad un colloquio in jeans e canotta. Non è un buon biglietto da visita!! Vestite anche Casual, sportivo, ma elegante. Ricordate che per un selezionatore attento l’abito FA il monaco.
  • Non fatevi neanche vedere agitati. Se capita che siete stra-emotivi e lo lasciate trasparire siete spacciati. Il selezionatore vi guarderà già male.
  • Siate PUNTUALISSIMI o addirittura in ANTICIPO! Un ritardo di un solo minuto al colloquio vi farà partire già da schifo. Il selezionatore, come capitato a me, vi aspetterà già nell’atrio, con l’aria di chi è in attesa da ore (magari è appena arrivato). E guarderà il vostro orario di arrivo. Fate colpo arrivando in netto anticipo e siete a cavallo!!
  • Ultimo punto che mi sento di segnalarvi, per il curriculum, è di inviarne o portarne tantissimi. Personalmente io ne ho mandati e portati 800 e più e mi sono arrivate solo una 20ina di risposte. Una percentuale del 2,5%. Se mandate pochi curriculum e trovate queste percentuali, la vostra possibilità di trovare lavoro è minima!!

Detto questo vi dico anche, come consiglio, che non dovete avere termini di orari di lavoro o giorni o neanche interessarvi della remunerazione. Errore fatale da fare in sede di colloquio è chiedere cose tipo: “Ma si lavora anche nel weekend??” “Ma quanto si prende di stipendio?” oppure dire “Mah, la zona di lavoro è distante dai miei genitori, non so”.

Se fate queste domande o considerazioni abbiate la sicurezza di essere spacciati!!!!

 

Per finire, auguro a tutti coloro in cerca, buona sorte e a tutti i lettori una buona serata.

Centro Italia: la natura si ribella.

La notte è quella del 24 agosto 2016. Luogo: Amatrice e paesi limitrofi. Ore: 3.36.

Di colpo, mentre le persone sono tra le braccia di Morfeo, per riposare dalle fatiche del giorno, un violentissimo terremoto ( >6.1 gradi della Scala Richter) colpisce il centro Italia. E’ un lungo sisma, sembra, durato circa 1 minuto e 40 secondi. Tanti, troppi secondi perchè non ci fossero danni.

Ed i danni ci son stati, interi paesi rasi al suolo. Amatrice, Formia, la zona dell’Ascolano. Distruzione e morte. Guardando le immagini alla televisione è spaventoso pensare come una simile tragedia possa aver colpito il nostro Paese nel suo immenso, magnifico cuore.

Sì, perchè il centro Italia è la culla della nostra cultura, il fulcro centrale della bellezza artistica ed architettonica italiana.

Ma in un attimo, in un solo istante, tutto ciò è sparito. Si vede solo distruzione e…..morte. Decine e decine di morti sotto quelle maledette macerie. Siamo ad oggi arrivati a quasi 300 vittime. Tante, troppe. E’ la seconda strage di questo tipo e viene da chiedersi (e sperare) se sarà l’ultima o ne seguiranno.

La questione che impressiona di più è l’individuazione dei “punti di raccolta”. In uno dei casi è stata individuata una scuola. Era stata ristrutturata, si dice con criteri antisismici, solo 4 anni fa.

Beh, quella scuola, fortunatamente non occupata a quell’ora, è stata distrutta. Non è crollata ma è inagibile per i danni strutturali.

Ora viene da chiedersi, chi ha rilasciato il nulla osta all’utilizzo? Chi ha certificato la bontà dei materiali? Sembra addirittura che ci fosse sabbia anzichè cemento.

Fatto è che ci son stati quasi 300 morti…

Ora non è il tempo della polemica, è il tempo della solidarietà. E’ il tempo di aiutare quella povera gente a rialzarsi e dire “Sì, siamo pronti a ricominciare!”.

E noi tutti dobbiamo fare qualcosa di utile. Anche da dietro un PC o un telefono possiamo aiutare. Come?

Semplice:

Per chi vuole aiutare tramite la Croce Rossa Italiana, questi i due IBAN (postale e bancario):

 

IBAN: IT38R0760103000000000900050
BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX
Beneficiario: Associazione della Croce Rossa Italiana
Causale: “Poste Italiane con Croce Rossa Italiana – Terremoto Centro Italia”

 

IBAN: IT40F0623003204000030631681
BIC/SWIFT: CRPPIT2P086
Beneficiario: Associazione della Croce Rossa Italiana
Causale: “Terremoto Centro Italia”

 

Comune di Amatrice:

Banca di Credito Cooperativo di Roma
IT 13 W 08327 73470 000000005050

 

Intesa Sanpaolo:

«Un aiuto subito – Terremoto Centro Italia 6.0». L’IBAN da utilizzare per le donazioni dall’Italia è: IT17 E033 5901 6001 0000 0145 551. Il codice «grande beneficiario» è 9707. Per le donazioni dall’estero l’IBAN è: IT17 E033 5901 6001 0000 0145 551 BIC BCITITMX.

 

Sms al 45500

Tutti possiamo fare qualcosa, un piccolo aiuto per quelle popolazioni diventa grande. Facciamo vedere di che pasta sono fatti gli italiani.

Ulteriori donazioni potranno pervenire tramite i comitati locali (quelli con iniziative dedicate) della Croce Rossa Italiana e della Protezione Civile.

Da italiano chi vi scrive vuole complimentarsi con la macchina dei soccorsi. Tempestivi, solerti, rapidi, precisi ma soprattutto UMANI. Un applauso ed un grazie a nome di un italiano che è fiero di esserlo.

 

 

 

Rio 2016: ha vinto lo sport.

Si sono appena concluse le Olimpiadi 2016, quest’anno nella famosissima Rio de Janeiro, in Brasile.

Giochi funestati da polemiche incredibili, prima sulle capacità organizzative, poi sulla sicurezza, poi ancora sui costi ed infine sulle strutture.

La verità è che son state Olimpiadi soddisfacenti su tutti i profili. Forse l’unica pecca è stata l’acqua della piscina olimpica diventata improvvisamente verde, ma prontamente ripulita dagli organizzatori che, vedendosi presi male, hanno fatto che sostituire totalmente l’acqua, eliminando ogni problema.

Vi era anche un’enorme paura dovuta al virus Zyka, che tanti danni e problemi ha creato alle popolazioni sudamericane e non solo, arrivando in certi casi anche in Italia. Beh, anche su questo fronte tutto è filato liscio.

Sul fronte sportivo la kermesse olimpica è stata magnifica, anche per i portacolori azzurri, che collezionano giorno dopo giorno medaglie, concludendo con 28 medaglie totali, pari al numero dei Giochi di Londra. Niente male considerando che sono state raccolte in tutti sport nei quali non abbiamo mai fatto faville.

Ma la vera notizia sono stati gli attimi veramente di grande fair play durante questi giochi.
Un caso tra tutti??

Gara dei 5000 metri femminile: la corsa procede rapidamente, quando ad un tratto un’atleta naturalizzata neozelandese, Nikki Hamblin, viene urtata accidentalmente, per un improvviso rallentamento della truppa davanti, da Abbey D’agostino. Un normale incidente di percorso e si procede direte voi. NO. Quello che fa Nikki è un gesto magnifico, incredibile di questi tempi e che racchiude in una sola immagine tutto lo spirito olimpico, quello di unione, sportività e altruismo. L’atleta, colpita poco prima, vede che Abbey è in difficoltà, zoppica vistosamente e lei lo nota. E qui arriva la vera magia: Nikki si ferma, arresta la sua corsa ed aiuta Abbey a rialzarsi. Aiuta l’avversaria, la sorregge e procede lentamente fino al traguardo. Non importa essere state doppiate dalle altre. Importa che una collega si è fatta male e va aiutata. Lo sport è questo.
I giudici notano il grande, immenso, enorme gesto di fair play e prendono una decisione giusta e di grande levatura morale. Le due atlete, ultime e doppiate, vengono ammesse in finale di diritto. Bypassano tutti i regolamenti sportivi, ma non quelli della solidarietà. Ed è giusto così.

Che dire, complimenti a tutti gli atleti, ma soprattutto alle due ragazze, che hanno dato un esempio a tutti coloro che pensano alla competizione come una semplice sfida, come una questione di vita o di morte. Qui, a Rio 2016, poco importano le medaglie al collo. Perchè ha vinto lo sport. Ha vinto lo spirito olimpico.

Brave Abbey e Nikki. Arrivederci tra 4 anni. Destinazione Tokyo. E voi, fisicamente o nel cuore degli amanti dello sport, ci sarete sicuramente!!!

Athletics - Women's 5000m Round 1

 

Lo strano golpe.

Qualche sera fa, proprio mentre i tg ed i programmi tv stavano parlando dell’orrenda carneficina accaduta a Nice per opera di un pazzo alla guida di un camion, è arrivata la notizia di un tentato colpo di Stato in Turchia. Di colpo si vedono scene di panico, con i soldati dell’esercito che arrestavano i poliziotti e le forze dell’ordine fedeli al regime di Erdogan ed invadevano vari palazzi logisticamente importanti, tra cui la tv di Stato.

Ankara e Istanbul rimangono circa 30/40 minuti sotto assedio con sopra gli F16 del regime che volano a bassissima quota.

Si pensa ad un atto dell’esercito, tendenzialmente laicista e protettore della Costituzione, per ritornare al laicismo che tanto è odiato dal regime islamico di Erdogan.

Ma dopo circa mezz’ora in cui si pensa il golpe riuscito, ecco la reazione della polizia che riconquista Ankara ed arresta i generali e i soldati che hanno tentato il golpe.

Cosa c’è di strano? Direte voi.

Beh, se fosse stato un golpe in piena regola non sarebbe avvenuto così.

Innanzitutto Erdogan era lontano sia dalla propria abitazione che dai luoghi di potere ed ha avuto un buon margine di tranquillità nello scappare e tentare di rifugiarsi in Germania. In caso di golpe, la prima cosa che viene fatta è bloccare tutte le uscite dal Paese e procedere al fermo del Presidente in via di deposizione.

Inoltre, altra stranezza, l’aeroporto Ataturk viene bloccato in netto ritardo rispetto alle operazioni. Circa 20 minuti passano dall’inizio del colpo di Stato e il blocco dell’aeroporto.

E nella notte la situazione si ribalta. Il golpe viene sventato, i militari arrestati ed un elicottero dell’esercito golpista abbattuto.

Sembra una scena normale di ordinaria follia, ma quello che avviene nei giorni a seguire è molto strano.

Il Presidente Erdogan fa arrestare 2475 giudici e circa 6000 soldati che, a suo dire, hanno partecipato o comunque appoggiato il golpe.

Tutto questo senza nessuna certezza, e senza ricordare che le truppe golpiste erano state arrestate in tempo reale dalla polizia.

Di concerto, gli organi di governo turchi fanno espressa richiesta di estradizione del dissidente Gulen, che si dichiara estraneo al golpe e che, come gli altri oppositori non ha partecipato ad esso perchè non ne era a conoscenza.

C’è da dire che la Turchia immaginaria di Erdogan è una Turchia islamica, che ben poco ha a che fare con la Turchia laica voluta da Ataturk nella sua Costituzione che, tra l’altro, Erdogan vuole modificare.

Che sia un tentativo di Erdogan per continuare il processo totalitario islamista iniziato precedentemente, facendolo passare come “protezione del legittimo stato di diritto”?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Stragi. Una lista senza fine.

È accaduto di nuovo.
Due terribili stragi hanno funestato questa bella estate con i loro sentimenti di angoscia, morte e sofferenza.

Questa volta i bastardi hanno colpito a Dacca e Nice.

Dinamiche molto diverse ma il tentativo è sempre lo stesso: uccidere quante più persone possibili per una ignobile, stupida ed irreale causa religiosa.

Ma cari Signori, qui nessuna religione è rappresentata. Qui sono rappresentati solo persone bastarde, immonde e ignoranti che cercano inutilmente di far paura. Di mettere un senso di insicurezza alla gente, tale da vincere una guerra immaginaria che forse loro hanno troppa vigliaccheria a combattere in modo lecito.

La chiamano Guerra Asimmetrica, perchè il più debole usa mezzi non convenzionali per vincere sul nemico più forte.

Cari (si fa per dire) maledetti terroristi, volete far paura? Siete così deboli da usare la guerra asimmetrica come tipologia?

Allora state tranquilli. Perderete questa guerra. Noi gente per bene siamo più forti di voi. Ed abbiamo il coraggio di affrontarvi apertamente, senza metodi non convenzionali.

Fatevi una ragione. Siete dei bastardi e non vincerete MAI.

Riposate in pace nobili vite umane spezzate da dei codardi.

D.I.