2006-2016: 10 anni in C.R.I.

Era il 2006, il mese di settembre. Io vedo un banchetto, piccolo, di dimensioni ridotte ma molto evidente, della Croce Rossa Italiana. Era lì, durante una delle feste di Acqui Terme a fare promozione delle attività del Comitato Locale.

Io avevo 20 anni ed una gran voglia di rimettermi in gioco. Venivo da un periodo difficile, fisicamente e moralmente ed avevo voglia di ridare sprint alla mia vita.

Mi avvicino a quel banchetto e chiedo ai ragazzi in divisa come fosse possibile entrare a far parte di quel magnifico gruppo, che non conoscevo, ma al quale volevo unirmi con tutte le mie forze.

I volontari presenti mi diedero notevoli informazioni sui corsi e, combinazione, un corso per il c.d. “I° Step” (centralino) stava per iniziare.

Cominciai il corso e magicamente mi sembrava un ambiente noto, anche se non vi ero mai stato. Le nozioni erano a me chiare, l’apprendimento era molto facile, soprattutto grazie a chi svolgeva i corsi e spiegava le varie attività e regole.

Mi ricordo il buffo sketch dell’esame finale del corso. Era un test finale in cui le risposte erano a scelta multipla ed io, un povero studente di giurisprudenza ne sbagliai solo una, per la quale il mio caro amico che ci supervisionava mi prese goliardicamente e senza cattiveria in giro. Sbagliai infatti la nozione sul Diritto internazionale umanitario. Un’onta assurda e quantomeno comica per me che stavo studiando legge.

Da lì iniziò il mio cammino. Un cammino non sempre facile, a volte tempestato di discussioni o incomprensioni. Un tragitto che per due volte ebbi intenzione di mollare. Volli prendermi, anni fa, una pausa di riflessione, perchè non sentivo più quella spinta, quella carica che avevo all’inizio. Forse era delusione perchè volevo fare di più. Forse era scoramento. Non so. Ma per 3 mesi non andai più.

Quando tornai l’ambiente era come l’avevo lasciato. Sereno e gioviale. E ricominciai con nuove energie, nuove forze e feci delle conoscenze magnifiche.

Ricordo bene una persona che ho sempre come amica e che forse trascuro troppo ma a cui voglio bene come una sorella. Una persona limpida e pura con gli occhi che lasciavano trasparire ogni emozione. Ancora oggi la ricordo e quando capita le scrivo o le parlo con piacere perchè è magnifica.

Gli anni successivi furono un sali-scendi di emozioni, gioie, incazzature, nervosismi e pugni sul tavolo. Ma anche di risate e divertimento.

Ultimamente non sentivo più le forze. Non volevo più andare. Così sono stato ancora due mesi fuori. In riserva.

Eppure, in quei due mesi, facevo finta di niente ma mi mancava. Mi mancava quella divisa che io non sento addosso ma nel cuore. Mi mancava ridere con degli amici che comunque sentivo parte integrante della mia vita.

Ad oggi son ritornato. Ed ho una convinzione: che 10 anni fa ho fatto una scelta di vita e, cascasse il mondo, questa scelta non l’abbandonerò MAI.

 

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