Brexit Si, Brexit No.

Oggi è il grande giorno.
Il Regno Unito al voto per il referendum sul cosiddetto BrExit.

Piccola premessa: per brexit si intende l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, con necessità poi di ripristinare i controlli doganali e altre funzioni che erano sparite con l’avvento dell’U.E.

In questi giorni si è parlato moltissimo di “spauracchio Brexit” come di un evento negativissimo, che avrebbe mandato sul lastrico decine di Nazioni ed avrebbe affossato la Sterlina, abbattendone il valore in un attimo.

Oggi si vota e la GB deve decidere:

– Rimanere in UE, mantenendo Schengen ed i rapporti economici con gli Stati Membri
– Uscire, interrompendo la libera circolazione e tutti i rapporti commerciali.

La questione non è semplice come si può pensare, perchè ognuna delle due decisioni porta ad una conseguenza gravissima.

Qualora la GB votasse Si al referendum, tutti i rapporti commerciali ed economici sono a rischio. L’import-export ne risentirebbe sicuramente, dato che sarebbero ripristinati controlli e costi alle frontiere. Inoltre i rapporti diplomatici subirebbero una frattura enorme che causerebbe problematiche anche di natura interstatale.
Oltretutto la G.Bretagna si basa molto sui turisti, che ad esempio per Londra sono il pane quotidiano. In caso di Brexit, calerebbero sensibilmente gli ingressi e le richieste di visti, per il problema dei controlli più serrati e dei documenti, come il passaporto, che verrebbero reinstaurati.

Di contro, un eventuale diniego al referendum creerebbe una frattura interna importante.
Ricordiamo che secondo gli ultimi sondaggi, il 55% dei britannici sono per l’uscita dall’Europa, quindi se malauguratamente ci fossero dei “franchi tiratori” al loro interno, potenzialmente si creerebbe una sorta di caccia alle streghe che sfascerebbe l’equilibrio interno della GB.

Insomma, in tutti i casi, sarà un insuccesso.

La particolarità però di questa giornata è che, malgrado le tensioni europee, le borse hanno rimbalzato nei risultati. Per esempio Milano ha avuto un +3,71%, comportamento anomalo in periodo di inquietudine totale.

Questo potrebbe spiegarsi perchè, in relazione ad un brexit, il nostro Paese è tra quelli meno esposti in Europa a rischi di “crash”. Al contrario per esempio di Cipro, Malta e Germania, fortemente esposte per potenti interessi economici con i britannici.

Altrettanto strano è il comportamento della Sterlina che si è rafforzata, quasi come se il brexit fosse visto come una speranza.

Forse la speranza di non versare più per il fondo salva-Stati europeo.

Non ci resta che stare alla finestra ed aspettare pazientemente i risultati del referendum.

I britannici sono un popolo deciso e intelligente. Faranno sicuramente la scelta giusta.

Buona serata

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