Nassiriya. Per non dimenticare.

12 Novembre 2003. Città di Nassiriya (Iraq).

Un po’ di storia

Era il marzo 2003, quando il contingente americano e quelli alleati, partono per un’operazione ribattezzata col nome di Seconda Guerra del Golfo, per favorire la caduta del regime di Saddam Hussein, reo, a dire degli accusatori, di disporre di armi di distruzione di massa, ed armi chimiche.

L’operazione finisce ufficialmente il 1° maggio del 2003, anche se le truppe alleate non controllavano totalmente il territorio iracheno e avevano subito numerosissime perdite in termini di uomini e mezzi.

Il 22 maggio del 2003, una risoluzione ONU invita tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dello Stato iracheno.

In seguito, molti Stati inviano truppe e mezzi per garantire la sicurezza della popolazione irachena. L’Italia entra in scena a Luglio 2003, con un contingente dislocato in varie città irachene, con base principale a Nassiriya.

E’ l’inizio della fine.

Le forze lealiste di Saddam tentano in tutti i modi di eliminare la minaccia rappresentata dalle truppe internazionali e si creano i presupposti per un vero e proprio massacro.

Che puntualmente, per l’Italia, avviene il 12 novembre 2003, ribattezzato per noi l’11 settembre italiano.

Una tragedia annunciata

Quel giorno, diventato tristemente noto, le truppe italiane erano impegnate come sempre nella perlustrazione delle zone di guerra e molti uomini erano all’interno della base, alcuni all’esterno di essa e nelle zone limitrofe.

Di colpo un camion si dirige a tutta velocità verso l’ingresso del palazzo. Le sentinelle non hanno neanche il tempo di accorgersi e di fermare quel maledettissimo camion imbottito di esplosivo, che mirava a disintegrare totalmente la base.

Purtroppo il dramma si compie veramente. Molti corpi dilaniati rimangono a terra, tra militari italiani, iracheni e qualche civile.

Il bilancio complessivo sarà di 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:

i carabinieri
Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horacio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vice brigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
i militari dell’esercito
Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Pietro Petrucci, caporal maggiore
i civili
Marco Beci, cooperatore internazionale
Stefano Rolla, regista

Nel dramma vengono coinvolti e feriti anche 19 carabinieri e un civile.

In tutto i feriti della tragedia saranno 58 di varie nazionalità.

Una strage annunciata dalle ripetute minacce al nostro contingente dei Carabinieri. Una menzione speciale va ad un carabiniere in particolare. L’appuntato Andrea Filippa, il quale, notando il camion-bomba che si avvicinava diretto all’ingresso di cui lui aveva la responsabilità di sentinella, spara e riesce ad uccidere i due terroristi a bordo. Fu un atto eroico incredibile.
La cisterna era diretta al deposito di munizioni e armamenti della base e se fosse riuscita ad arrivarci, i morti sarebbero stati molti di più.

Molte inchieste si fecero sulle responsabilità dell’attacco.
Ma qui poco importa.

Importa solo che dei nostri ragazzi in divisa e non, sono morti. Sono morti per essere al servizio della Patria e di chi andavano a proteggere.
Era una missione di speranza e di pace quella italiana, ma purtroppo, dopo quel giorno, la speranza di vedere i nostri ragazzi tornare sorridenti è svanita. Per sempre.

NASSIRIYA. IO NON DIMENTICO.

ONORE AI NOSTRI RAGAZZI, ONORE AI SOLDATI ITALIANI, ONORE ALL’ARMA DEI CARABINIERI.

La base

Ad essere colpita è l’ormai tristemente famosa “Base Maestrale”, che era centro di raccolta dei militari italiani nella città di Nassiriya.
Al suo interno vi erano i militari dell’Arma dei Carabinieri facenti parte della MSU, Multinational Specialized Unit, unità multinazionale specializzata, che raccoglieva i gruppi militari delle varie Nazioni che hanno partecipato alla missione.

Antica Babilonia

Antica Babilonia era il nome della missione del contingente italiano impiegato in Iraq.
Iniziata nel luglio 2003, la missione era una c.d. missione di “peace keeping”, mantenimento della pace. O meglio, doveva essere.

Il fine di quella missione, terminata nel 2006, era multiplo:

– ricostruzione del “comparto sicurezza” iracheno attraverso l’assistenza per l’addestramento e l’equipaggiamento delle forze, a livello centrale e locale, sia nel contesto della NATO sia sul piano bilaterale;
– creazione e mantenimento della necessaria cornice di sicurezza;
– concorso al ripristino di infrastrutture pubbliche ed alla riattivazione dei servizi essenziali;
– rilevazioni radiologiche, biologiche e chimiche;
– concorso all’ordine pubblico;
– polizia militare;
– concorso alla gestione aeroportuale;
– concorso alle attività di bonifica, con l’impiego anche della componente cinofila;
– sostegno alle attività dell’ORHA;
– controllo del territorio e contrasto alla criminalità.

In seguito all’attentato del 12 novembre 2003 alla base “Maestrale”, la situazione a Nassiriya del contingente di pace Italiano cambiò, incominciò a farsi sentire più presente nella provincia di Dhi Qar, atto non gradito alle varie fazioni ostili che operavano nella zona, nella fattispecie della fazione di Muqtada al-Sadr e al suo esercito del Mahdi, gruppo che si riteneva principalmente coinvolto nell’attentato ai carabinieri alla base “Maestrale”. Alle ore 4:00 del 06/04/2004 il contingente di terra Italiano, ovvero 3 compagnie dell’11° Rgt Bersaglieri, 1 compagnia del Savoia Cavalleria e varie componenti logistiche della brigata Ariete, uscirono dal compound “White Horse” per andare a presidiare i ponti di accesso a Nassyriya: “Alpha”, “Bravo”, “Charlie”. Le unità che furono coinvolte in questo scontro furono ingaggiate a fuoco per 18 ore, il più lungo conflitto a fuoco che abbia coinvolto italiani dalla 2ª Guerra Mondiale, motivo per cui l’11º Reggimento Bersaglieri ricevette la croce di guerra al valor militare, per le manovre svolte sui tre ponti in quei giorni della missione Antica Babilonia III.

Brigate dell’operazione Antica Babilonia

– Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “1”: inizio operazione
– Brigata meccanizzata “Sassari” Missione Antica Babilonia “2”
– Brigata corazzata “Ariete” Missione Antica Babilonia “3”
– Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” Missione Antica Babilonia “4”
– Brigata aeromobile “Friuli” Missione Antica Babilonia “5”
– Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “6”
– Brigata paracadutisti “Folgore” Missione Antica Babilonia “7”
– Brigata corazzata “Ariete” Missione Antica Babilonia “8”
– Brigata meccanizzata “Sassari” Missione Antica Babilonia “9”
– Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “10”: fine operazione

Termine operazione

L’operazione “Antica Babilonia” termina ufficialmente il 1° dicembre 2006, seguita dal rientro dei soldati denominato Operazione Itaca.

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