Odio.

In ritardo rispetto a quanti lo hanno già fatto, arrivo anche io a commentare l’increscioso episodio che ha visto protagonisti una giornalista ungherese, tale Laszlo ed un migrante con in braccio un bambino che tentava di fuggire.

Un po’ di premessa.

In questi giorni, migliaia di persone in fuga da Iraq, Siria e Afghanistan stanno oltrepassando i confini degli Stati europei in cerca di riparo e fortuna. Non sono delinquenti, sono gente semplice loro. Gente che scappa dalla furia dei terroristi dell’Isis. Nulla più. In mezzo a loro moltissimi bambini, che forse meriterebbero una sistemazione migliore rispetto a quella nel loro Paese tra bombe, decapitazioni e mutilazioni.

E’ per questo che si incamminano verso l’Europa, e soprattutto verso l’Europa dell’Est, primo approdo sicuro di questi poveretti che, al contrario di altri migranti che vengono in Europa per motivi meno importanti (alcuni per scappare alle leggi del proprio Paese che hanno infranto), hanno tutto il diritto di scappare e per la maggior parte sono persone molto colte, che conoscono perfettamente l’inglese e che, in decisamente tanti casi, sono laureati o diplomati.

Personalmente ho conosciuto, in occasione di un mio ricovero in ospedale, un signore iraqeno, Brahim, un infermiere in Iraq, venuto, tramite la Croce Rossa Italiana, in Italia per fornire cure al suo bambino piccolo nato con una grave malformazione. Questo signorotto, pur sapendo l’inglese, si rifiutò di parlare per molto tempo in tale lingua, non voleva parlare la lingua degli Americani. Ma tentava di imparare l’italiano. Tentava di parlare la nostra lingua, la lingua del popolo che lo ha assistito ed ha aiutato suo figlio. Beh, mi ha fatto una certa impressione vedere tanta gentilezza in questa persona. Non era facile comunicare con lui, ma solo con gli occhi capivi cosa stava pensando.
Ed era un infermiere formidabile! Quando nessuno riusciva, a causa delle mie vene sfiancate, a trovare un accesso per le flebo, lui ci riuscì. Il solo a riuscirci. Tanto che le infermiere del reparto si fidarono di lui col suo bambino e si facevano aiutare da lui per le medicazioni e le flebo.
Tornando al fatto principale, trovo assurdo il comportamento di chi, di fronte ad una fuga veramente necessaria, ostacola tale fuga con uno sgambetto. Non per il gesto in sè. Ma per il fatto morale. Chi può sgambettare una persona con in braccio un bimbo piccolo. Chi??
Fortunatamente la giornalista, Petra Laszlo, è stata immediatamente licenziata dalla testata giornalistica per cui lavorava. Ed è auspicabile che anche la giustizia ungherese faccia il suo corso contro questa BESTIA umana.

Questa gente, i siriani, iraqeni e afghani, scappano veramente dalla guerra. Non ne approfittano, non scappano dalla giustizia del loro Paese.
Lo hanno capito in molti, lo ha capito persino la durissima Germania di Angela Merkel che ha ampliato fino a 120 mila i rilasci di documentazione di asilo politico per queste persone.

Lo ha capito l’Austria, che ha fatto lo stesso. Lo ha capito la stessa Ungheria e persino la Serbia.

In Italia il discorso è diverso. Pur arrivando centinaia di migranti al giorno, non si capisce bene la provenienza. Non sono siriani, iraqeni o afghani. Sono centrafricani, nord africani, sono gente che non capisce nè si sforza di capire la lingua del paese ospitante o almeno inglese o francese. I siriani e le persone che migrano da zone di guerra sono in misura minore rispetto agli altri. Stiamo forse accogliendo “quelli sbagliati”? Non lo so e non sono nessuno per dirlo. Ma personalmente darei la precedenza a chi arriva da zone in cui la povera gente è chiusa in mezzo tra governi scellerati e Isis. Soprattutto i bambini, il cui solo pensiero sarebbe vivere sicuri e tranquilli, avere un pasto caldo e giocare, spensierati, con la consapevolezza che un giorno saranno adulti pacifici e sereni.

Questo senza dimenticare i nostri poveri, le persone che vivono con miseri stipendi e pensioni, con due euro in tasca e che per mangiare rovistano nei bidoni della spazzatura per racimolare qualche avanzo.

Concluderei dicendo: Aiutiamo sì, evitiamo gesti schifosi come quello di Petra Laszlo, ma aiutiamo con giudizio chi veramente ne ha bisogno. Non è bello far precedenze, ma strettamente necessario. Solo così si potrà evitare qualsiasi episodio di odio.

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