Grexit

E’ da molti mesi ormai che si discute della situazione Grecia. La vittoria dell’attuale premier Tsipras ha gettato scompiglio nell’UE, che, guidati dalla Germania, hanno tentato (per ora invano) di trovare un accordo che potesse, a dir loro, salvare la Nazione ellenica dal “Default”, la situazione per cui uno Stato è dichiarato fallito.

Il greco Tsipras, sin dalla sua campagna elettorale, ha sempre sostenuto la necessità per la sua Nazione, di non piegarsi alle richieste dell’UE, anzi di negoziarle, trovando delle regole che mettessero tutti d’accordo ma che non gravassero oltremodo sulle tasche dei suoi connazionali.

Nei vari mesi che hanno succeduto la sua elezione, la “Troika” (la rappresentanza UE) e il governo ellenico hanno cercato di trovare un punto d’incontro necessario forse più all’Unione stessa che alla Grecia.

I greci ormai sono un popolo allo stremo delle forze, dove le banche stanno terminando la liquidità, la gente preleva ai Bancomat tutto ciò che hanno ancora conservato, con la paura di vedersi sparire tutto. E l’UE cosa fa? Impone al governo Tsipras di apportare riforme pesantissime per gli ellenici, toccando pensioni, stipendi e quant’altro sostenga il popolo.

Ovviamente il governo greco ha risposto “picche” creando così incertezza in Europa e soprattutto scompiglio tra coloro che, forse, speravano di tenere ancora soggiogata la Grecia, forti della presenza del “Fondo Salva-Stati”, che in realtà è finanziato dagli Stati stessi con miliardi di euro all’anno.

Negli ultimi giorni la rottura. Il premier Tsipras indice un referendum per far decidere al popolo greco se rimanere in Europa oppure staccarsi, creando così le condizioni per una completa autonomia decisionale, senza nessuno che possa metter bocca nelle decisioni elleniche.

Lo spauracchio (forse) di un “Grexit” (uscita dall’UE della Grecia) si fa sempre più vicino e realistico ed ora sarà il popolo greco a decidere sul futuro.

Rimarrà da vedere ora chi avrà ragione. Da una parte l’UE dice che, senza lei, la Grecia fallirà in poco tempo. Dall’altra la speranza (ed in alcuni la certezza) che la Grecia si risolleverà, non senza sacrifici, ma che tornerà la Nazione forte che storicamente è stata.

La cosa certa è che un Grexit è dal risultato molto incerto. Qualora avesse ragione l’UE, il popolo greco sarebbe totalmente finito, la Nazione ellenica, un tempo fiorente e rigogliosa, diventerebbe una terra distrutta. Se invece avesse ragione Tsipras si creerebbe un effetto domino incredibile.

Pensate bene ed ipotizzate: La Grecia esce da UE ed Area Euro. Qualche anno di passione, dovuto al ritorno della Dracma e della vecchia economia statale, lontana da quella globalizzazione di cui oggi si fan forti le Nazioni. Il processo inverso, di ritorno alla moneta statale, sarebbe lungo e non senza difficoltà. Ma tornando alla Dracma, ai vecchi prezzi, e con riforme per venire incontro alla gente (per esempio ora l’Iva in Grecia come in tutta UE è oltre il 20%. Se la portassero al 12%?), cosa succederebbe? Si incentiverebbero i consumi, si tornerebbe ad uno stipendio, quindi un lavoro per tutti, le aziende rifiorirebbero. Certo, le esportazioni, che ora sono pagate in Euro, saranno più lente e difficili. Ma se tutto questo fosse un bene? Se tutto questo facesse rifiorire la terra ellenica? L’effetto domino sarebbe certo. Ed a quel punto, tutti i trattati dal 1957 in poi sarebbero solo un lontano, lontanissimo ricordo. E forse, ma questo non si sa, saremmo tutti più padroni nella nostra Nazione.

Buona domenica.
D.I.

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