Riflessioni (Parte II)

Buonasera a tutti. Oggi, venerdì 15 maggio 2015 vorrei dare spazio ad una riflessione ulteriore, questa volta su un tema molto “spinoso” e di attualità: La ricerca di lavoro.

Oggigiorno in molti siamo (ci sono anche io in mezzo) inoccupati, chi senza esperienza lavorativa, chi con qualche esperienza di vario tipo, chi si è trovato senza lavoro magari dopo 10 anni o più di servizio nella stessa azienda. Tutti abbiamo un punto in comune. Stiamo cercando impiego.

Molti anni fa, ma neanche troppi, diciamo 10/15, trovare un impiego, temporaneo o a (come si dice in gergo) tempo indeterminato era piuttosto semplice, bastava andare presso una ditta più o meno conosciuta, portare un Curriculum scritto di proprio pugno o a “macchina” e si parlava con quello che ora è definito “Responsabile HR” e che una volta era semplicemente il datore di lavoro a cui si proponeva la propria candidatura. A quel punto, dato il colloquio e la “prima impressione” che si faceva al “capo”, si veniva assunti o meno.

Ora si è tutto complicato. Bisogna inviare il CV via mail o con i c.d. “form” sui siti internet del luogo di interesse per la propria candidatura, lasciare i propri dati nel sito web, molto spesso nella sezione “Lavora con noi” ed allegare il file in .pdf o word.

Si è perso quel fattore umano che prima era preponderante. Ora il fattore umano non conta più molto, forse conta solo nelle piccole attività di paese o nelle piccole aziende con pochi dipendenti.

Nelle aziende di grandi dimensioni, qualunque sia il settore, si è considerati per i “titoli”, per le esperienze lavorative fatte e per quanto bene si parli l’inglese o altre lingue (che, per carità, io ritengo fondamentali).

Ma siamo sicuri che poi, ciò che si legge nel CV corrisponda esattamente a “cosa siamo capaci a fare”? Sinceramente no.

Eppure è così, se hai 3 lauree, 2 masters, 500 esperienze di lavoro eccetera, trovi immediatamente un posto, altrimenti niente. Questo non credo sia giusto. E neanche utile.

Faccio un esempio personale. Io ho buone capacità comunicative, sia per via scritta che per via orale, posso dialogare tranquillamente in italiano, inglese o spagnolo senza risentirne od avere incertezze. Ho potuto testare molto spesso questa mia capacità. Tanto che, per l’inglese, nel test di autovalutazione europeo ho ottenuto un risultato che corrisponde a livello C2 (livello massimo di conoscenza). Per non parlare del PC, che utilizzo giornalmente per le più svariate attività e la cui conoscenza sto implementando ogni giorno di più, imparando ad utilizzare software di cui magari prima non conoscevo neanche l’esistenza. Ma non avendo esperienza lavorativa mi sto ritrovando con un pugno di mosche in mano.

Per carità, è giusto che si valutino le conoscenze della persona, ma credo che questo possa essere fatto in sede di colloquio immediato, senza dover attendere (e sperare) che venga letto un CV, che è decisamente impersonale e, se scritto maluccio, può portare alla bocciatura del candidato, nonostante sia un genio per certi versi.

Secondo me, passato questo momento di crisi che sta mettendo in ginocchio le imprese, bisognerebbe iniziare a “ri-umanizzare” il rapporto tra chi cerca lavoro e chi lo offre. Senza preclusioni. Il titolo vale, ma non è tutto.

Io mi sto laureando in Giurisprudenza, quindi sto acquisendo “titolo”, ma credetemi, a livello di manualità un ragazzino di 15 anni potrebbe per certi versi darmi dei punti. Come io, non ancora laureato, in altri frangenti potrei dare dei punti ad un mega titolato con onoreficenze e titoli vari.

Nella vita si può e si deve sempre migliorare, al di là del titolo che si ha. Che una persona sia Dott., Ing., Avv., Prof., Commendatore, Generale, Cavaliere o chissà quale altro titolo, o che sia un semplice diplomato o che abbia la terza media, non importa. Bisogna migliorarsi, bisogna trovare nuovi stimoli costantemente. E gli stimoli li dà il fattore umano, non li dà un foglio di carta che finisce negli archivi di un ufficio e che alla fine passa nel dimenticatoio.

Forse, se umanizzassimo di più situazioni come la ricerca di lavoro, si umanizzerebbero anche questioni più delicate, quali i rapporti personali.

La carta è carta, la persona è un mondo.

Saluti e buona serata a tutti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...